La chiamata all’eredità non giustifica l’IMU a carico del “presunto” erede
La Corte di Giustizia di II grado della Lombardia, con sentenza 22 maggio 2024, n. 1506 ha sancito che «che nella successione mortis causa la delazione che ne segue l’apertura, pur essendone un presupposto, non è da sola sufficiente per acquistare la qualità di erede, poiché è necessaria l’accettazione da parte del chiamato, mediante l’aditio o per effetto di una gestione pro herede, oppure anche, in caso di possesso di beni ereditari, in esito al procedimento di cui all’art. 485 c.c.». La sola chiamata all’eredità, pertanto, non giustifica l’accertamento IMU.

