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Il rimborso al professionista per le spese chilometriche è di tipo forfettario secondo l’Esperto risponde de Il Sole 24 Ore

In risposta ad una specifica domanda posta da un lettore, l’Esperto risponde fornisce una risposta in merito al trattamento dei rimborsi chilometrici addebitati in fattura dal professionista.

Secondo gli esperti de Il Sole 24 Ore le spese chilometriche addebitate in fattura non sono spese specifiche ma forfettarie, per cui non si applicherebbero le modifiche introdotte all’articolo 54 del Tuir dalla L. 207/2024 (Finanziaria 2025). La norma prevede, a decorrere dal 1° gennaio 2025, l’obbligo di tracciabilità delle spese alberghiere, di ristorazione e di viaggio e trasporto tramite autoservizi pubblici non di linea addebitate analiticamente al cliente. Il lavoratore autonomo dovrà, pertanto, documentare le spese addebitate analiticamente e dichiarare al cliente l’uso di mezzi tracciati per il pagamento delle spese riaddebitate. Sui rimborsi chilometrici gli esperti prendono posizione affermando che “Le indennità chilometriche, in assenza di chiarimenti ufficiali, sarebbero da considerare non già come rimborsi analitici di spese sostenute in esecuzione dell’incarico, ma più come indennità calcolate con criteri forfettari a ristoro delle spese sostenute dal lavoratore autonomo, comportando una differenza tra le spese sostenute e i corrispondenti ricavi relativi al ribaltamento delle stesse. Pertanto tali somme andrebbero considerate come rimborsi forfettari concorrendo a formare il reddito di lavoro autonomo con le relative spese deducibili secondo i canoni ordinari di determinazione del reddito di lavoro autonomo”.