Niente plusvalenze per cessioni a valore inferiore a quello rivalutato

Il contribuente che ha venduto terreni edificabili rivalutati, pagando l’imposta sostitutiva del 4% sull’intero valore periziato, non ha conseguito alcuna plusvalenza se il valore dichiarato nell’atto è inferiore a quello rivalutato.

Per il calcolo della plusvalenza, ai fini delle imposte dirette, si deve fare sempre riferimento al valore rivalutato, che rileva quale valore minimo di riferimento anche ai fini della determinazione dell’imposta di registro e delle imposte ipotecarie e catastali.

Il nuovo orientamento è rilevabile nella risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n. 53/E del 27 maggio 2015. Prima di tale precisazioe al contribuente che dichiarava in atto un valore inferiore a quello stabilito nella perizia era disconosciuta la validità della rivalutazione effettuata.

Risoluzione Agenzia delle Entrate 27 maggio 2015, n. 53

Lo “split payment” non si applica ai professionisti soggetti a ritenuta

Una delle richieste più frequenti che ci pervengono da parte dei clienti riguarda l’applicabilità della scissione dei pagamenti, c.d. split payment, per le prestazioni rese ad Enti pubblici da professionisti soggetti alla ritenuta d’acconto.

Sul tema si è espressa l’Agenzia delle Entrate, che con circolare 6/E del 2015, a seguito di richiesta effettuata dal Consiglio Nazionale Ingegneri, ha puntualizzato che i professionisti sono esclusi da tale meccanismo: a questi ultimi, pertanto, gli Enti pubblici continueranno a pagare l’IVA direttamente.

Ordini professionali e fattura elettronica: istruzioni per l’uso

A partire dal 31 marzo 2015 l’Ordine professionale riceverà obbligatoriamente le fatture elettroniche attraverso il Sistema di Interscambio.
L’Ordine potrà scegliere se ricevere direttamente il file o avvalersi di un soggetto intermediario.

Questi gli adempimenti per poter attivare il sistema di ricezione della fattura elettronica:

1. Accreditamento del canale utilizzato per la ricezione

L’Ordine professionale deve procedere all’accreditamento del canale utilizzato per la ricezione dei file FatturaPA attraverso la sezione “Strumenti” del sito “sdi.fatturapa.gov.it”.

Per il canale PEC non è necessario alcun tipo di accreditamento preventivo.

2. Censimento degli uffici all’anagrafe IPA

Per ricevere il file FatturaPA dai propri fornitori attraverso il Sistema di Interscambio, l’Ordine professionale deve preventivamente effettuare il censimento dei propri uffici centrali e periferici nell’anagrafe dell’Indice delle Pubbliche Amministrazioni (IPA) attraverso il sito dell’IndicePA.

Al termine del censimento dell’ufficio destinatario, l’IndicePA fornisce all’Amministrazione un Codice Ufficio alfanumerico, di sei caratteri, da comunicarsi ai propri fornitori ed indispensabile per la ricezione delle fatture.

3. Ricezione delle fatture elettroniche

L’Amministrazione pubblica può ricevere le fatture elettroniche tramite tre modalità: Posta Elettronica Certificata (PEC), Servizio SDIFTP, Servizio SPCOOP – Ricezione.

La modalità di ricezione scelta dall’Amministrazione deve poter essere conosciuta dal Sistema di Interscambio per consentire un corretto recapito dei file FatturaPA e delle notifiche.

Ricezione tramite PEC: i file FatturaPA sono inoltrati all’Ordine professionale come allegato di un messaggio di PEC tramite una casella di posta del Sistema di Interscambio. Sulla medesima casella l’Ordine professionale dovrà inviare il file messaggio di “accettazione” o “rifiuto “ delle fatture ricevute.

4. Esplicitazione dell’esito

Dopo aver ricevuto il file FatturaPA attraverso il Sistema di Interscambio utilizzando uno dei canali di ricezione, l’Ordine professionalepuò esplicitare l’ accettazione o il rifiuto per le fatture contenute nei file ricevuti utilizzando necessariamente lo stesso canale usato per la ricezione.

 

Obbligo di fattura elettronica nei confronti della Pubblica Amministrazione

La fattura elettronica è la sola tipologia di fattura accettata dalle Pubbliche Amministrazioni che sono tenute ad avvalersi del Sistema di Interscambio.

La fattura elettronica deve avere le seguenti caratteristiche:

  • il contenuto è rappresentato, in un file XML (eXtensible Markup Language), secondo il formato previsto per la vattura PA,  unico accettato dal Sistema di Interscambio.
  • l’ autenticità dell’ origine e l’ integrità del contenuto sono garantite tramite l’ apposizione della firma elettronica qualificata di chi emette la fattura,
  • la trasmissione è vincolata alla presenza del codice identificativo univoco dell’ufficio destinatario della fattura riportato nell’ Indice delle Pubbliche Amministrazioni.

La fattura deve altresì contenere le informazioni da riportare obbligatoriamente in fattura in quanto rilevanti ai fini fiscali oltre alle informazioni indispensabili ai fini di una corretta trasmissione della fattura al soggetto destinatario attraverso il Sistema di Interscambio.

Possono inoltre essere inserite informazioni in merito alla dematerializzazione del processo di ciclo passivo attraverso l’ integrazione del documento fattura con i sistemi gestionali e/o con i sistemi di pagamento.

 

Fattura elettronica anche nei confronti degli Ordini professionali

E’ applicabile anche agli Ordini professionali la disciplina che impone l’obbligo di emissione della fattura elettronica nei confronti della Pubblica Amministrazione previsto dall’articolo 1, commi 209-214 della Legge 204/2007.

Lo ha stabilito il Ministero dell’Economia e delle Finanze con nota 1858 del 27.10.2014 indirizzata alla Federazione degli Ordini dei Medici Chirurgi ed Odontoiatri.

La disciplina prevede l’obbligo di emissione, trasmissione, conservazione e archiviazione esclusivamente in forma elettronica delle fatture emesse in conseguenza di rapporti di natura economica con le amministrazioni pubbliche. E’ stato istituito il Sistema di Interscambio (SdI) nel quale deve obbligatoriamente transitare ogni fattura indirizzata alla pubblica amministrazione.

L’obbligo decorre dal 31 marzo 2015, termine dal quale non potranno più essere accettate dagli Ordini professionali fatture cartacee o fatture elettroniche non transitate attraverso il Sistema di Interscambio.

Resta al 27% il contributo alla gestione separata – Conversione D.L. n. 192/2014 (“Milleproroghe”)

Non si applica nel 2015 l’aumento al 30% dei contributi per i professionisti “senza cassa”, iscritti alla Gestione separata INPS, che non risultino iscritti ad altre gestioni di previdenza obbligatoria, né pensionati. La misura della contribuzione dovuta rimane, pertanto, confermata in misura pari al 27%.

Proroga regime dei minimi per il 2015 – Conversione D.L. n. 192/2014 (“Milleproroghe”)

E’ prorogata per tutto il 2015 la possibilità di opzione per il regime dei minimi, che prevede il pagamento di una  imposta sostitutiva al 5% e soglia di ricavi a 30.000 euro, in alternativa rispetto al nuovo regime forfetario introdotto dalla legge di Stabilità 2015.

 

Indeducibile le spese per la casa-ufficio in presenza di altro ufficio nel Comune

La Commissione tributaria regionale della Lombardia ha affermato che sono indeducibili i costi della casa-studio nel caso in cui il professionista collabori con uno studio con sede nello stesso Comune.

 

Sentenza CTR Milano 15.12.2014, n. 6975

 

Lavoro autonomo occasionale

Treviso, 16 gennaio 2015
Oggetto: lavoro autonomo occasionale.
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Ho letto la Circolare del Centro Studi che mi trova pienamente d’accordo sulle conclusioni, anche se non pienamente sulla costruzione logico-giuridica, in quanto secondo me confonde in parecchi punti i concetti di “prestazione occasionale” e di “collaborazione occasionale”, a mio parere sostanzialmente diversi.
La Circolare citata, che non presenta contenuti innovativi, conclude che siano possibile per il professionista iscritto all’Ordine effettuare prestazioni professionali occasionali, a condizione che le stesse assumano carattere di eventualità, secondarietà ed episodicità. Sul punto concordo pienamente ed in tal senso ho sempre dato indicazione ai Vostri iscritti, sia con pareri verbali che scritti.
Più complesso, stante l’assenza di definizione normativa, è stabilire quando siano verificati i tre caratteri sopra descritti che determinano l’occasionalità della prestazione, relativamente ai quali, a mio parere, ci si deve appellare al buon senso.
Il contenuto della Circolare si riferisce alle prestazioni professionali occasionali e non allo svolgimento della libera professione in forma continuativa, con attribuzione della partita Iva, da parte di soggetti impegnati in lavoro dipendente di tipo privatistico. Relativamente a questi casi è mia opinione che la presenza di un lavoro dipendente non osti all’esercizio della professione: l’unico limite è il divieto di concorrenza che il professionista ha nei confronti della società che lo ha assunto.
Resto a disposizione per le ulteriori informazioni del caso e, con l’occasione, porgo cordiali saluti.
Paolo Dalle Carbonare

Deroga all’obbligo della contribuzione minima

INARCASSA

Deroga all’obbligo della contribuzione minima

Inarcassa prevede la possibilità di derogare all’obbligo della contribuzione minima soggettiva per un massimo di 5 anni – anche non continuativi – nell’arco della vita lavorativa, per chi produce redditi inferiori al valore corrispondente al contributo minimo soggettivo.
Architetti ed ingegneri che prevedono di conseguire un reddito professionale inferiore a 15.690 euro possono non versare il contributo soggettivo minimo e pagare il 14,5% del solo reddito effettivamente prodotto entro dicembre 2016, dopo la presentazione della dichiarazione on line.
Nel corso dell’anno di deroga restano garantiti i servizi di assistenza (maternità, sussidi, indennità temporanea inabilità, mutui, finanziamenti) così come la possibilità di presentare domanda di riscatto (laurea, servizio militare, periodi di lavoro all’estero) o di ricongiunzione dei periodi assicurativi maturati presso altre gestioni previdenziali.
Il contributo minimo integrativo e il contributo di maternità vanno comunque versati entro i termini previsti (30 giugno e 30 settembre dell’anno in corso).

I REQUISITI
 essere iscritto ad Inarcassa al momento della richiesta;
 non essere pensionando o pensionato;
 non usufruire della riduzione per i giovani under 35 anni;
 non aver esercitato la facoltà di deroga già per 5 volte.

LA DOMANDA
Per l’anno 2015 la deroga deve essere richiesta, entro e non oltre il 31 maggio 2015, esclusivamente in via telematica tramite l’applicativo disponibile nell’area riservata di Inarcassa On Line al menù “Agevolazioni – Deroga contributo soggettivo minimo”.
La domanda può essere annullata entro e non oltre il 30 giugno, esclusivamente in via telematica, sempre dall’applicativo su Inarcassa On Line.

MODALITÀ DI VERSAMENTO
Se l’ammontare del reddito professionale che verrà inserito nella dichiarazione (da presentare entro il 31 ottobre 2016 per il 2015), sarà inferiore a € 15.690, verrà generato un MAV per un importo pari al 14,5% del reddito dichiarato, da pagare entro il 31/12/15.
Qualora invece il reddito professionale dichiarato si rivelasse uguale o superiore a € 15.690, verrà generato un MAV con scadenza 31/12/15 di importo pari al 14,5% del reddito dichiarato, maggiorato degli interessi (BCE+4,50%) sul solo contributo minimo dovuto di € 2.275 e decorrenti dalle due scadenze ordinarie (integrazione obbligatoria).

GLI EFFETTI
La deroga determina la diminuzione dell’anzianità contributiva utile alla pensione che viene riconosciuta in misura proporzionale a quanto versato per l’annualità interessata.
Ad esempio a fronte di un reddito di 5.000 euro dichiarato per il 2014, il contributo soggettivo dovuto sarà 5.000 * 14,50% = 725 euro, per cui l’anzianità sarà pari a 117 giorni anziché 365. [(725/2.275) * 365 gg.]
Si potrà integrare gli importi non versati entro i cinque anni successivi e assicurarsi così l’anzianità previdenziale intera (integrazione volontaria).
Ad esempio il riscatto della deroga 2014, di n. 248 giorni, sarà possibile entro il 31/12/2019.
Treviso, 15 gennaio 201