La motivazione dell’avviso di accertamento deve tener conto delle eccezioni del contribuente

La Corte di Cassazione ha ribadito l’illegittimità degli avvisi di accertamento basati su parametri o studi di settore, quando l’Ente impositore non  tiene conto delle eccezioni sollevate dal contribuente in fase di contraddittorio endoprocedimentale.

La Corte ha giustificato la propria posizione riaffermando che i metodi accertativi standardizzati rappresentano presunzioni semplici, la cui gravità, precisione e concordanza deve essere provata.

Ancora una volta, quindi, è stata ribadita la centralità del contraddittorio tra le parti da effettuarsi prima dell’atto di accertamento.

Cassazione, sentenza 11.03.2014, n. 6971

Contraddittorio obbligatorio anche nell’accertamento “a tavolino”

Anche per gli accertamenti effettuati “a tavolino” è necessaria la preventiva instaurazione del contraddittorio. In mancanza l’atto che ne consegue è affetto da nullità.

La CTR Lombardia ha sancito “la immediata nullità dell’avviso di accertamento impugnato in quanto emesso in violazione dell’articolo 12, comma 7 della legge 212/2000, con violazione del diritto al contraddittorio”.

CTR Lombardia, sentenza 26 gennaio 2015, n. 864

Obbligo di contraddittorio anche per l’Agenzia delle dogane

La Ctr Liguria 36/5/2015 ha stabilito che l’obbligo di instaurare il contraddittorio preventivo con il contribuente vale anche per l’agenzia delle Dogane, anche in assenza di un accesso diretto in azienda e in caso di presentazione delle osservazioni da parte del contribuente all’atto di constatazione delle violazioni.

È previsto da una nota interna dell’amministrazione e il diritto a contraddire entro un termine ragionevole è tutelato dalla Carta Ue. Inoltre l’emissione del successivo accertamento senza il rispetto di tale termine viola la Costituzione. La Ctr Liguria 36/5/2015