carosello

Spetta all’Agenzia delle Entrate provare la partecipazione del contribuente alla frode delle “cartiere”

La Commissione Tributaria Regionale, confermando la sentenza del giudice provinciale, sostiene che, nel caso di frode messa in atto dalla cosiddette “cartiere”, spetta all’Ufficio fornire elementi gravi e precisi, seppur indiziari, che provino la diretta partecipazione del contribuente al meccanismo fraudolento, non potendosi limitare all’affermazione che essa “non poteva non sapere” dell’esistenza della frode.   sentenza-ctr-venezia-24-04-2017-n-516

indagini bancarie

L’oggettiva difficoltà a reperire la documentazione esonera il contribuente dall’onere probatorio negli accertamenti bancari

Confermando parzialmente la sentenza dei giudici di prime cure, che avevano accolto l’appello del contribuente per mancata instaurazione del contraddittorio endoprocedimentale, la Commissione Tributaria Regionale del Veneto ha ritenuto illegittimo l’avviso di accertamento nella parte in cui ricostruisce i redditi sulla base dei movimenti finanziari non documentati, stanti le “gravi difficoltà a reperire la documentazione […]

medici

La dubbia qualificazione del reddito derivante dall’attività intramoenia del medico ambulatoriale convenzionato

Equivocando e mal comprendendo la differenza tra i concetti di redditi assimilati a quello di lavoro di lavoro dipendente e lavoro somigliante a quello dipendente, la Commissione Tributaria di Venezia ha ritenuto che l’attività intramoenia svolta dal medico ambulatoriale convenzionato sia qualificabile come reddito di lavoro dipendente. La vicenda origina da due separati avvisi di accertamento […]

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E’ perdita certa e deducibile quella derivante da cessione pro soluto del credito, anche se precedente al 2014

Ribaltando la sentenza della CTP di Treviso, la Commissione Tributaria Regionale di Venezia ha affermato che costituisce perdita certa e deducibile la perdita derivante da cessione pro soluto dei crediti. Il testo dell’articolo 101, comma 5, del Tuir, derivante dalla modifica operata dalla legge 147/2013, prevede infatti che siano da considerare certe le perdite derivanti da cancellazione […]

notaio

E’ un costo inerente l’attività, anche ai fini Irap, il contributo repertoriale versato dai notai

Con sentenza 14 giugno 2016, n. 766, la CTR di Venezia, ribadendo un principio da tempo consolidato in giurisprudenza, ha stabilito che “Il c.d. contributo repertoriale rappresenta un costo strettamente inerente all’attività ai fini IRPEF (ex art.54 del TUIR) ed IRAP (ex art.8 D.Lgs. n. 446 del 1997)”. Sentenza 766 2016

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Termine dilatorio di 60 giorni applicabile anche in caso di accesso breve

Il termine dilatorio di 60 giorni dal PVC per l’emissione dell’avviso di accertamento si applica anche in caso di accesso breve per l’acquisizione di documenti. Lo ha stabilito la CTR del Veneto con sentenza 13 gennaio 2016, n. 79, con la quale i giudici hanno sancito che a nulla rileva il fatto che, dopo l’accesso […]

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L’accertamento induttivo, applicabile solo nei casi previsti dalla legge, non può prescindere dalla capacità contributiva

Il ricorso al metodo induttivo può essere applicato solo nel caso sia verificata l’incompletezza, la falsità e l’inesattezza delle dichiarazioni rispetto ai dati emersi nelle verifiche. E’ quanto stabilito dalla CTP di Treviso che, accogliendo il ricorso del contribuente, ha affermato che i casi di accesso all’accertamento induttivo solo nei casi previsti dall’articolo 39 del […]

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Lo svolgimento di attività da parte di una società estinta non può essere desunto dall’operatività negli anni precedenti

L’Agenzia sostiene che la società sia stata operativa nell’anno 2008 basando la propria affermazione sul rinvenimento di documenti contabili relativi alle annualità 2006,2007,2009: la circostanza non consente di affermare che anche nel corso del 2008 la società sia stata operativa CTR Venezia, sentenza 6 luglio 2015, n. 1195

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E’ deducibile ai fini Irap il contributo repertoriale versato dai notai

Il contributo repertoriale versato dai notai è un costo inerente l’attività ed è pertanto deducibile dal reddito dell’attività professionale e non come generico onere deducibile. Ne consegue che il versamento può essere dedotto dall’imponibile Irap (Sentenza CTP Treviso, 26 maggio 2015, n.431).

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E’ nullo l’avviso di accertamento fondato su indagini finanziarie non preceduto da contraddittorio

La richiesta di giustificare ben 800 movimenti bancari in breve tempo appare vessatoria nei confronti del contribuente, tenuto ad una difficile, lunga e laboriosa attività di ricerca della documentazione bancaria, tale da pregiudicare il normale lavoro dello studio del ricorrente. Il principio dell’obbligatorietà del contraddittorio endoprocedimentale trova un’esemplare applicazione in questo giudizio, nel quale la […]

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L’opzione per il regime ordinario svincola il contribuente dall’imponibile ai fini dell’imposta sugli intrattenimenti

Il contribuente che assoggettato al regime IVA speciale previsto dall’articolo 74 del DPR 633/1972 che opta per il regime ordinario è svincolato dall’imponibile determinato ai fini dell’imposta sugli intrattenimenti. Lo ha affermato la sentenza della CTR di Venezia, dopo che la Cassazione aveva cassato con rinvio una decisione di senso inverso. CTR Venezia, sentenza 27 […]

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Nell’accertamento induttivo il campione scelto deve rappresentare la realtà del contribuente

L’accertamento induttivo non costituisce una sanzione impropria a carico del contribuente, ma deve essere indirizzato alla ricerca della sua capacità contributiva. La determinazione del reddito in base ad un campione di contribuenti esercenti la stessa attività, deve indagare soggetti aventi caratteristiche analoghe al soggetto accertato: la considerazione di un universo troppo ampio non è garanzia […]

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Nella ricostruzione induttiva dei ricavi il giudice deve tener conto delle ore non fatturabili dall’artigiano e di un ricarico adeguato al mercato

La CTP di Treviso ha rideterminato l’ammontare del reddito accertato all’artigiano in base al numero di ore lavorate ed al ricarico sui prodotti acquistati. Il giudice ha ritenuto congrue 6 ore fatturabili al giorno ad un prezzo orario di Euro 23,00, ulteriormente ridotto del 10%. Il ricarico sui prodotti installati è stato rideterminato in misura […]

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L’emissione di fatture intestate alla società estinta va contestata all’autore della violazione

Nel caso di emissione di fatture con intestazione alla società estinta è nullo l’avviso di accertamento inviato alla società o al socio quale prosecutore di una società oggetto di trasformazione involutiva. L’avviso di accertamento va intestato all’effettivo autore della violazione. Sentenza CTR Venezia 13.02.2015, n. 376/30/15  

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Obbligo di contraddittorio anche nell’accertamento parziale

Anche nel caso di accertamento parziale è ravvisabile il diritto del contraddittorio del contribuente: la mancanza determina la nullità dell’atto. L’attività intramoenia del medico specialista convenzionato è attratta al reddito di lavoro autonomo. Sentenza CTP Treviso 02.12.2014, n. 877

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Sono costi inerenti l’attività i contributi repertoriali versati dai notai

Il contributo repertoriale versato dai notai è un costo inerente l’attività ed è pertanto deducibile dal reddito dell’attività professionale e non come generico onere deducibile. Ne consegue che il versamento può essere dedotto dall’imponibile Irap (Sentenza CTP Treviso, 21 ottobre 2014, n. 781).  

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La sentenza relativa all’accertamento sulla società impugnato da un socio ha effetto anche sul socio che l’ha impugnato autonomamente

Nel caso di società estinta destinataria di un avviso di accertamento, la sentenza passata in giudicato emessa a seguito dell’impugnazione autonoma da parte di un socio ha effetto anche nel giudizio intentato da altro socio. Sentenza CTR Venezia 09.06.2014, n. 1006 Sentenza CTR Venezia 24.03.2014, n. 1093

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L’accertamento induttivo non è strumento sanzionatorio ma di ricostruzione della capacità contributiva

L’accertamento induttivo non è uno strumento sanzionatorio, ma un mezzo per determinare la capacità contributiva del soggetto. Nel caso di mancata risposta al questionario, quindi, l’ufficio deve ricostruire il presumibile reddito attribuibile al contribuente: un risultato irragionevole dell’applicazione del metodo di accertamento determina la nullità dell’avviso di accertamento. Sentenza CTP Treviso20.01.2014, n. 197

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Emissione di fatture con nome della società estinta: l’accertamento va fatto nei confronti del soggetto che ha effettivamente emesso il documento

Il rinvenimento di fatture emesse con l’intestazione di una società estinta non legittima l’emissione dell’avviso di accertamento nei confronti della società, ma nei confronti del soggetto che l’ha materialmente emessa. Sentenza CTR Venezia 16.09.2013, n. 63

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L’opzione per il regime ordinario svincola il contribuente dall’imponibile ai fini dell’imposta sugli intrattenimenti

Il contribuente che assoggettato al regime IVA speciale previsto dall’articolo 74 del DPR 633/1972 che opta per il regime ordinario è svincolato dall’imponibile determinato ai fini dell’imposta sugli intrattenimenti. La sezione 14 della CTR di Venezia, che il 19 ottobre 2011 aveva sancito che in ogni caso l’imponibile avrebbe dovuto essere quello determinato ai fini […]

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Va giustificata nell’accertamento la mancata considerazione delle argomentazioni emerse in contraddittorio

Nell’accertamento da studi di settore è necessario il contraddittorio preventivo. Le argomentazioni addotte dal contribuente devono essere attentamente valutate ed i motivi che hanno indotto l’Agenzia delle entrate a non considerare la posizione del contribuente vanno giustificate nell’atto Sentenza CTP Treviso 24.06.2011, n. 84

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Gravità, precisione e concordanza negli accertamenti analitico-induttivi

E’ indice di mancanza dei requisiti di gravità, precisione e concordanza l’abbattimento della richiesta da parte dell’Agenzia delle entrate nel caso di accertamento analitico-induttivo basato sulla ricostruzione dei redditi in base alle ore lavorate.   Sentenza CTP Treviso 30.06.2010, n. 102

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Studi di settore: illegittimo l’accertamento che non valuta l’omogeneità del contribuente al cluster

Negli accertamenti da studi di settore l’Ufficio deve verificare l’omogeneità della situazione aziendale del contribuente con il cluster nel quale è inserito. In mancanza di valutazione l’accertamento è illegittimo. Sentenza CTP Treviso 23 settembre 2009, n. 94

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Nullo l’accertamento notificato all’ex liquidatore di società estinta

E’ nullo l’avviso di accertamento notificato all’ex liquidatore ed ai soci di società estinta, stante l’efficacia costitutiva della cancellazione dal registro imprese prevista dall’articolo 2495 c.c. L’ex liquidatore, che ha impugnato l’atto solo quale consegnatario dell’atto, non ha legittimazione passiva per stare in giudizio.   Sentenza CTP Treviso 17.11.2008, n. 100