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Ingegnere dipendente e lavoratore autonomo: escluso da Inarcassa, deve versare alla gestione separata Inps

Egregio dott. Dalle Carbonare, da sempre il mio reddito principale deriva  dal lavoro dipendente, ma svolgo anche attività di libero professionista con partita IVA. Nelle fatture emesse ho sempre inserito e versato il contributo integrativo ad Inarcassa, ma non ho mai versato contributi all’INPS. Quest’ultimo ente oggi mi richiede il versamento dei contributi alla gestione separata per l’anno 2010 e 2011, maggiorati di interessi e sanzioni. Mi viene riferito che la legislazione non è chiara e che comunque, pagando i contributi quale dipendente, un ulteriore versamento costituirebbe una duplicazione.

Buongiorno ingegnere, la questione che lei mi rappresenta è, ahimè, comune a molti suoi colleghi e, purtroppo, abbastanza chiara dal punto di vista normativo e regolamentare. Il suo è il caso dell’iscritto all’Ordine degli ingegneri detentore di posizione Iva che svolge anche attività di lavoro autonomo e, per tale motivo, iscritto alla gestione dipendenti dell’Inps. L’assoggettamento a tale forma di previdenza obbligatoria comporta l’esclusione dall’iscrizione a Inarcassa (art. 7.2 del regolamento), relativamente alla quale lei è tenuto a versare solo il contributo integrativo. La legge L. 335/95 (art. 2, c. 26) ha riformato il sistema pensionistico introducendo la c.d. Gestione Separata presso l’Inps, alla quale devono obbligatoriamente iscriversi le categorie di lavoratori che, fino all’entrata in vigore della norma (1 gennaio 1996), erano escluse da qualsiasi forma contributiva. A tale gestione devono iscriversi tutte le categorie residuali di liberi professionisti, per le quali non è stata prevista una specifica cassa previdenziale e quelli che, pur avendo una cassa previdenziale, ne siano esclusi per regolamento. E’ proprio il caso degli ingegneri che, contemporaneamente all’attività professionale, svolgono anche attività di lavoro dipendente: esclusi da Inarcassa per regolamento, devono iscriversi e versare i contributi alla gestione separata dell’Inps. Se risponde al vero che lei verserà i contributi a due gestioni contributive differenti, non altrettanto corretta è l’affermazione che i contributi sono pagati due volte, poiché sul reddito professionale gravano solo i contributi da versare alla gestione separata.