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Disconoscimento della detrazione sulle ristrutturazioni possibile solo nell’anno di sostenimento

La contestazione della legittimità della detrazione sulle ristrutturazioni deve avvenire con riferimento al periodo di imposta in cui i costi sono stati sostenuti. Il disconoscimento dei benefici, infatti, deve avvenire con riferimento ai presupposti che hanno determinato il diritto alla detrazione e ciò anche quando la stessa viene frazionata in più anni.

Lo ha stabilito la CTP di Reggio Emilia con sentenza depositata il 15 maggio 2017, n. 128 (presidente e relatore Montanari), che ha stabilito che, in mancanza di un accertamento nell’anno di sostenimento delle spese è legittima la detrazione dei decimi negli esercizi successivi, essendo precluso un accertamento effettuato sugli anni successivi

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fonte: Il Sole 24 Ore, 23 maggio 2017

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Integralmente deducibili le spese riaddebitate al cliente dal professionista

Ponendo rimedio ad una situazione che comportava evidenti distorsioni nella formazione del reddito, il “decreto autonomi” ha previsto l’integrale deducibilità dei costi sostenuti dal professionista e riaddebitati al proprio cliente. Prima dell’auspicata riforma, in vigore dal 2017, le spese riaddebitate costituivano un compenso integralmente imponibile per il professionista, che in alcuni casi subiva una forte limitazione alla deducibilità degli stessi (le spese di ristorazione, ad esempio, potevano essere dedotte nella misura del 75% con il limite del 2% del fatturato).

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Niente plusvalenze per cessioni a valore inferiore a quello rivalutato

Il contribuente che ha venduto terreni edificabili rivalutati, pagando l’imposta sostitutiva del 4% sull’intero valore periziato, non ha conseguito alcuna plusvalenza se il valore dichiarato nell’atto è inferiore a quello rivalutato.

Per il calcolo della plusvalenza, ai fini delle imposte dirette, si deve fare sempre riferimento al valore rivalutato, che rileva quale valore minimo di riferimento anche ai fini della determinazione dell’imposta di registro e delle imposte ipotecarie e catastali.

Il nuovo orientamento è rilevabile nella risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n. 53/E del 27 maggio 2015. Prima di tale precisazioe al contribuente che dichiarava in atto un valore inferiore a quello stabilito nella perizia era disconosciuta la validità della rivalutazione effettuata.

Risoluzione Agenzia delle Entrate 27 maggio 2015, n. 53

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Trattamento di fine rapporto in busta paga

Legge di stabilità 2015
Trattamento di fine rapporto in busta paga

Per i periodi di paga dal 1° marzo 2015 al 30 giugno 2018, i lavoratori dipendenti del settore privato (esclusi i lavoratori domestici e i lavoratori del settore agricolo) possono richiedere di percepire la quota maturanda del trattamento di fine rapporto (TFR), compresa quella eventualmente destinata ad una forma pensionistica complementare, tramite liquidazione diretta mensile. La predetta parte integrativa della retribuzione è assoggettata a tassazione ordinaria, non rileva ai fini dell’applicazione delle disposizioni contenute nell’articolo 19 del testo unico delle imposte sui redditi e non è imponibile ai fini previdenziali.
02.01.2015

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Abrogazione della comunicazione

Abrogazione della comunicazione all’agenzia delle entrate per i lavori che proseguono per più periodi di imposta ammessi alla detrazione irpef delle spese sostenute per la riqualificazione energetica degli edifici
decreto di semplificazione (D.Lgs. n. 175/2014)

E’ soppresso l’obbligo di comunicazione all’Agenzia delle entrate riguardante le spese sostenute nel 2014 in relazione a lavori che proseguiranno nel 2015;
Non verranno applicate sanzioni anche in relazione a fattispecie di omesso o irregolare invio della comunicazione commesse prima dell’entrata in vigore del decreto per le quali, alla medesima data, non sia intervenuto provvedimento di irrogazione definitivo.

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Spese di vitto e alloggio dei professionisti

Spese di vitto e alloggio dei professionisti
decreto di semplificazione (D.Lgs. n. 175/2014)

A decorrere dal 2015 le prestazioni alberghiere e di somministrazione di alimenti e bevande acquistate direttamente dal committente non costituiscono compensi in natura per il professionista.
Per il committente (impresa o lavoratore autonomo), la deducibilità del costo sostenuto per il servizio alberghiero e/o di ristorazione non sarà più subordinata alla ricezione della parcella del professionista e dipenderà dalle regole ordinariamente applicali alle rispettive categorie reddituali.
La Circolare 31/E del 2014 dell’Agenzia delle Entrate chiarisce che:
1. le prestazioni e somministrazioni in esame, non costituendo compensi in natura, non devono essere considerate nell’ammontare dei compensi percepiti e quindi non costituiscono base di commisurazione del limite del 2% di deducibilità delle spese relative a prestazioni alberghiere e a somministrazione di alimenti e bevande e del limite dell’1% di deducibilità delle spese di rappresentanza.
2. pur facendo riferimento ai “professionisti”, la disposizione in esame deve intendersi generalmente applicabile nella determinazione del reddito derivante dall’esercizio di arti e professioni di cui all’art. 53, comma 1, del TUIR e, quindi, anche agli “artisti”;
3. la modifica normativa in esame, stabilendo l’irrilevanza quale compenso in natura delle prestazioni e somministrazioni acquistate dal committente, è diretta a semplificare gli adempimenti in precedenza previsti per dare piena rilevanza fiscale per il professionista delle spese alberghiere e per la somministrazione di alimenti e bevande, ma non comporta, per il committente, un trattamento fiscale delle spese in questione peggiorativo rispetto a quello applicabile prima della modifica stessa;
4. il limite di deducibilità del 75% non opera per il committente per le spese sostenute per l’acquisto di prestazioni alberghiere e di somministrazione di alimenti e
bevande, di cui sono beneficiari i professionisti nel contesto di una prestazione di servizi resa al committente, imprenditore o lavoratore autonomo;
5. la nuova disposizione è applicabile anche nella determinazione dei redditi diversi derivanti da attività occasionali. Pertanto, gli importi relativi alle prestazioni alberghiere e di somministrazione di alimenti e bevande acquistate direttamente dal committente non costituiranno compensi in natura e non saranno deducibili dal reddito di lavoro autonomo non abituale;
6) la disposizione in esame trova applicazione dal 1° gennaio 2015.
02.01.2014

risanamento energetico

Proroga detrazioni per ristrutturazioni e riqualificazione energetica

Legge di stabilità 2015

Proroga detrazioni per ristrutturazioni e riqualificazione energetica

Sono stati prorogati fino al 31.12.2015 le detrazioni per le spese di ristrutturazione edilizia e di riqualificazione energetica rispettivamente nella misura del 50 e del 65 per cento.
Confermata anche la detrazione per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici, con una precisazione: le spese «sono computate, ai fini della fruizione della detrazione di imposta, indipendentemente dall’importo delle spese sostenute per i lavori di ristrutturazione che fruiscono delle detrazioni». In definitiva, le spese da portare in detrazione per l’acquisto dell’arredo possono anche superare quelle di ristrutturazione alle quali il bonus mobili è legato.

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Erogazioni liberali Onlus

Legge di stabilità 2015

Erogazioni liberali Onlus

Elevato da 2.065 a 30.000 euro annui l’importo massimo sul quale spetta la detrazione del 26% per le erogazioni liberali in denaro a favore delle ONLUS e adeguato a 30.000 euro l’importo massimo deducibile a fini IRES.