condominio

Riduzione del canone: la prova può essere fornita anche se l’accordo non è registrato

L’accordo di riduzione del canone può essere provato in qualsiasi modo, non solo con la registrazione dell’atto. E’ quanto ha stabilito la CTP di Treviso con sentenza 145/2020, accogliendo il ricorso dello studio avverso l’avviso di accertamento dell’Agenzia delle Entrate. Quest’ultima aveva disconosciuto gli effetti della riduzione, ritenendo che la tempestiva registrazione dell’atto fosse l’unico modo di fornire prova dell’avvenuta riduzione.

I giudici di prime cure hanno accolto il ricorso, ritenendo provata la riduzione con l’esibizione delle scritture contabili del conduttore e la documentazione bancaria attestante i canoni versati.

La sentenza:

ctp-treviso-sentenza12-11-2020-n-145

percentuale

E’ nullo l’avviso di accertamento privo delle aliquote d’imposta applicate

A seguito del ricorso presentato dallo Studio, l’Agenzia delle Entrate ha annullato in autotutela l’avviso di accertamento impugnato, poiché “viziato da nullità per violazione dell’articolo 42, DPR 600/73, in quanto privo del prospetto di calcolo delle maggiori imposte e delle aliquote applicate”.

Il testo del provvedimento:

nullo-lavviso-privo-di-aliquote

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E’ illegittimo l’accertamento catastale basato su non meglio determinati “immobili similari”

La mancata specifica indicazione degli immobili similari e dei prontuari di settore su cui risulta fondato l’accertamento catastale non può consentire al contribuente alcuna difesa in ordine alla affermata similarietà degli immobili paragonati. In tal modo viene confiscato il diritto di difesa del contribuente. Con questa motivazione la ctp-venezia-sentenza-31-gennaio-2020-n-161 ha ritenuto illegittimo un avviso di accertamento con il quale l’Agenzia delle Entrate  aveva riattribuita la rendita di un albergo.

La sentenza: ctp-venezia-sentenza-31-gennaio-2020-n-161

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L’architetto può difendere in Commissione Tributaria in materia d’imposta di registro sulle operazioni immobiliari

L’architetto può difendere il contribuente nei giudizi avanti le Commissioni Tributarie aventi ad oggetto l’applicazione dell’imposta di registro nelle operazioni immobiliari. Lo ha affermato la Commissione Tributaria Regionale di Venezia, con sentenza ctr-venezia-sentenza-29-gennaio-2020-n-68 ha sancito che, “in base al combinato disposto degli artt. 2 comma 2 e 12 comma 2 del D.Lvo n. 546/92″ gli architetti sono abilitati alla difesa tecnica in materia di applicazione dell’imposta di registro vertente sulla definizione di bene non di lusso. La vicenda riguardava la qualifica di bene non di lusso di un’abitazione, con riferimento al requisito numero 6 del D.M. 2 agosto 1969, che prevede siano considerate di lusso 6) le singole unità immobiliari aventi superficie utile complessiva superiore a mq. 240 (esclusi i balconi, le terrazze, le cantine, le soffitte, le scale e posto macchine   ctr-venezia-sentenza-29-gennaio-2020-n-68

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Deducibili le spese di una sola auto se nella Sas solo un socio è agente

Non è inerente il costo della seconda auto della Sas nella quale un solo socio esercita l’attività di agente di commercio. Secondo la Commissione tributaria di Treviso (ctp-treviso-sentenza-16-dicembre-2019-n-394) l’inerenza del costo va provata dal contribuente in maniera specifica. A nulla rileva che l’articolo 164 Tuir non preveda, per le imprese, un limite al numero di autovetture utilizzabili dall’imprenditore.

La sentenza: ctp-treviso-sentenza-16-dicembre-2019-n-394

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CTP Venezia: affinché la sponsorizzazione sia effettiva, il logo deve “essere ben visibile e comunque più esteso”

La CTP di Venezia ha ritenuto indeducibile il costo della sponsorizzazione di un’autovettura del campionato Endurance, ritenendo non fugati i “forti dubbi sull’effettività delle prestazioni, in quanto il logo doveva essere ben visibile e comunque più esteso”.

ctp-venezia-sentenza-321-del-14-02-2019

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IMU: applicabile al convivente di fatto la disciplina prevista per il coniuge affidatario

La disciplina dell’articolo 4, comma 12 quinquies del D.L. 16/2012, la quale dispone che l’assegnazione della casa coniugale al coniuge all’esito della separazione legale si intenda effettuata a titolo di diritto di abitazione, è applicabile anche alle convivenze di fatto. Lo ha stabilito la CTP di Treviso con la sentenza 559/2018, che ha interpretato la norma in senso costituzionalmente orientato.

L’articolo 4, comma 12 quinquies del D.L. 16/2012 prevede che  “l’assegnazione della casa coniugale al coniuge, disposta a seguito di provvedimento di separazione legale, annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio, si intende in ogni caso effettuata a titolo di diritto di abitazione”. Nonostante l’esplicito riferimento al rapporto coniugale, la Commissione Tributaria di Treviso ha ritenuto la norma applicabile anche alla convivenza di fatto, quale formazione sociale meritevole di tutela ai sensi dell’articolo 2 della Costituzione. Per tale motivo, quindi, il convivente assegnatario dell’abitazione per effetto della sentenza del tribunale gode, ai soli fini fiscali, di un diritto di abitazione sulla stessa. Ciò comporta che il proprietario non assegnatario non sia tenuto a pagare l’IMU, così come l’assegnataria per la quale l’immobile sia da considerarsi abitazione principale.

ctp-treviso-sentenza-21-dicembre-2018-n-559

carosello

Spetta all’Agenzia delle Entrate provare la partecipazione del contribuente alla frode delle “cartiere”

La Commissione Tributaria Regionale, confermando la sentenza del giudice provinciale, sostiene che, nel caso di frode messa in atto dalla cosiddette “cartiere”, spetta all’Ufficio fornire elementi gravi e precisi, seppur indiziari, che provino la diretta partecipazione del contribuente al meccanismo fraudolento, non potendosi limitare all’affermazione che essa “non poteva non sapere” dell’esistenza della frode.

 

sentenza-ctr-venezia-24-04-2017-n-516