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Attribuzione del reddito ai soci di società di persone in caso di variazione delle quote

L’attribuzione ai soci del reddito o della perdita prodotti dalle società di persone avviene in base al c.d. principio di trasparenza – tra i soci che risultano tali alla chiusura del periodo d’imposta.
In caso di variazione in corso d’anno delle quote di partecipazione agli utili tra i soci, la variazione ha effetto dall’anno successivo a quello in cui si è verificata la modifica. In caso di variazione in corso d’anno del numero dei soci, con subentro di un socio nella posizione giuridica di un altro (a seguito di cessione delle quote, recesso o esclusione), la  variazione ha efficacia immediata; in tal caso, il reddito viene ripartito tra i soci che risultano tali al momento dell’approvazione del rendiconto (Cass. 16 dicembre 2003,  n. 19238).
Occorre, pertanto, distinguere tra variazioni di quote tra soci esistenti (efficacia dall’anno successivo a quello della variazione) e subentro di nuovi soci o uscita di vecchi soci (efficacia immediata).

 

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E’ reato la mancata consegna dei libri al socio

Il socio amministratore di una società a responsabilità limitata non può opporsi alla verifica dei libri sociali da parte del socio non amministratore. Nel caso sia stato emesso un provvedimento d’urgenza a favore di quest’ultimo, la mancata esibizione è penalmente sanzionata.

Lo ha stabilito la la Corte di Cassazione con sentenza 10 novembre 2016, n. 47307, con la quale è stato affermato che “l’intestatario di quote di srl, ancorché non ricopra funzioni gestorie/amministrative nella società, è titolare iure proprio di un diritto potestativo ad avere pieno accesso agli atti dell’amministrazione sociale. Questo in quanto il reato di impedito controllo previsto dall’articolo 2625, primo comma del C.C. non tutela la partecipazione del socio alla vita societaria ma intende presidiare le funzioni di controllo da questi esercitabili sulla gestione/amministrazione della società ed ha carattere inderogabile da parte dell’amministratore anche quando è stato nominato il collegio sindacale. (…). Il reato di mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice previsto dall’articolo 388 del Codice penale, anche in mancanza di atti fraudolenti, può dirsi integrato in capo all’amministratore che con il proprio comportamento ostruzionistico impedisce al socio non amministratore la consultazione dei libri sociali. Questo in quanto la fattispecie penalmente sanzionata intende punire la mancata ottemperanza ad un obbligo imposto dal giudice laddove questo non sia coattivamente eseguibile senza la collaborazione dell’amministratore”.

Cassazione, sentenza 10 novembre 2016, n. 47307

 

Fonte: Il Sole 24 Ore