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Irap: i compensi corrisposti ad altri professionisti non costituiscono presupposto per l’autonoma organizzazione

In assenza di un rapporto di lavoro dipendente, le spese sostenute per i compensi a terzi relativamente alle prestazioni attinenti all’attività professionale non sono indicative di un significativo apporto ai fini della determinazione dell’autonoma organizzazione ai fini Irap. Questo perché il professionista, che si avvale della collaborazione di altri professionisti, si pone come finalità di avvalersi di reciproche competenze ovvero di farsi sostituire nell’espletamento di alcune incombenze. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con ordinanza del 5 luglio 2018, n. 17635.

 

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Professionisti: stop allo split payment dal 14 luglio

Una delle più rilevanti novità previste dal DL 12 luglio 2018, n. 87 (c.d. “Decreto Dignità”) prevede la cessazione dell’obbligo di emissione della fattura con il meccanismo dello “split payment” da parte dei professionisti.

 Fino a venerdì 13 luglio i professionisti che emettevano fatture nei confronti delle pubbliche amministrazioni e delle loro controllate, avevano l’obbligo di applicazione del meccanismo dello split payment, che prevedeva il versamento del tributo Iva da parte dell’amministrazione destinataria della fattura anziché da parte dell’emittente la stessa.

Da sabato 14 luglio lo split payment non si applica più ai compensi assoggettati a ritenuta d’acconto o d’imposta, vale a dire la generalità dei professionisti.

Ciò comporta rilevanti cambiamenti:

- il professionista emette la fattura e sulla stessa non deve più indicare la dizione “scissione dei pagamenti”;

- il cliente che riceve la fattura, al momento del pagamento, deve trattenere la ritenuta mentre deve versare al professionista l’Iva relativa e, se ammesso, può portarla in detrazione;

- il professionista a fronte dell’emissione della fattura per la quale gli nasce un debito Iva, deve liquidare l’imposta e versarla all’erario.

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Fatture fittizie: il proscioglimento penale va valutato dal giudice tributario


Il giudice tributario non può escludere, nel caso di presunti reati relativamente all’utilizzo di fatture oggettivamente inesistenti, l’efficacia delle sentenze penali di proscioglimento nel processo dovendo, per contro, effettuare una valutazione preventiva in base agli ulteriori risultati istruttori, anche di natura presuntiva. Con sentenza 5 luglio 2018, n. 17619, la Suprema Corte ha stabilito che, nell’esercizio dei propri poteri di valutazione della condotta delle parti e del materiale probatorio acquisito agli atti, il giudice deve sempre effettuare un adeguato apprezzamento del contenuto della decisione, ponendolo a confronto con gli altri elementi di prova acquisiti nel corso del giudizio.

Cassazione, 5 luglio 2018, n. 17619

 

 

Fonte: Il Sole 24 Ore

 

indagini bancarie

Indagini bancarie: obbligatoria l’autorizzazione ma non la sua esibizione al contribuente

La legittimità delle indagini bancarie e delle correlate risultanze si rivela essere subordinata all’esistenza dell’autorizzazione ma non anche alla relazionata esibizione all’interessato, con la conseguenza che le eventuali illegittimità nell’ambito del procedimento amministrativo di accertamento risultano essere censurabili davanti al giudice tributario a condizione che, traducendosi in un concreto pregiudizio per il contribuente, vengano a inficiare il risultato finale del procedimento e, di conseguenza, dell’accertamento medesimo.

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fonte: Il Sole 24 Ore

 

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Nullo l’avviso di accertamento con “firma a stampa”

La possibilità di “firma a stampa” è ammessa esclusivamente gli atti prodotti da sistemi informativi automatizzati derivanti da attività svolta con lavorazione accentrata. E’ conseguentemente nullo l’avviso di accertamento che preveda lo svolgimento di verifiche ad hoc che non rechi la firma autografa del responsabile dell’ufficio.

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Addio alla scheda carburante da luglio 2018

Dal primo luglio 2018 addio alla scheda carburante per i soggetti titolari di partita Iva relativamente ai mezzi aziendali, sia per quelli esclusivamente strumentali, sia per quelli a deducibilità ridotta.

Da questa data le spese di carburante per autotrazione saranno, infatti, deducibili solo se sostenute mediante carte di credito, carte di debito o carte prepagate.

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Dal 2018 reclamo per i ricorsi di valore inferiore a 50.000 Euro

A partire dal 2018 è  estesa l’area di applicazione dell’istituto del reclamo-mediazione alle controversie, ora applicabile ai ricorsi di valore non superiore a cinquantamila euro.

 

Il nuovo limite è applicabile a tutti  gli atti impugnabili notificati a partire dal prossimo 1° gennaio 2018 (vale la data di ricezione, non quella di spedizione del provvedimento). Per i ricorsi avverso il silenzio-rifiuto di rimborso dei tributi dovrà farsi riferimento alla data in cui il silenzio si è formato. L’innalzamento del limite vale per i rimborsi per i quali, al 31.12.2017, non si è ancora formato il silenzio-rifiuto.