dietrofront

A Reggio Emilia il contraddittorio è obbligatorio

Continua la disputa sull’obbligo di effettuazione del contraddittorio endoprocedimentale. Questa volta è la Commissione Tributaria di Reggio Emilia a pronunciarsi (sentenza 59 del 16 marzo 2016), affermando che il contribuente ha diritto di partecipare alla formazione dell’atto di accertamento, indipendentemente dalla metodologia di verifica adottata, dal luogo di effettuazione e dal fatto che il tributo sia o meno armonizzato.

I giudici reggiani precisano di ben conoscere gli orientamenti giurisprudenziali della Suprema corte, ma affermano il principio che le garanzie poste dall’articolo 12, comma 7 dello Statuto, sono valide a prescindere dal luogo in cui è effettuata la verifica, in quanto la norma tutela la difesa e l’affidabilità dell’accertamento e non il luogo in cui la verifica viene messa in atto. L’articolo 12 dà concreta attuazione agli articoli 97, 53 e 3 della Costituzione, imponendo agli uffici di garantire al contribuente il diritto di partecipare all’accertamento tributario attraverso un vero e proprio contraddittorio pre-accertativo. Diversamente ragionando si realizzerebbe una disparità di trattamento con fattispecie analoghe, con violazione dei principi costituzionali di imparzialità e buon andamento della Pa, di capacità contributiva, della ragionevolezza e del diritto di difesa.

(fonte Il Sole 24 Ore, 22 marzo 2016)

indagini bancarie

Accertamento bancario: basta la ristretta base familiare per attribuire i movimenti personali alla società

I movimenti bancari dei soci possono essere attribuiti alla società  a base familiare per il solo fatto dello stretto legame tra società e soci.

E’ quanto deciso dalla CTR Lombardia con sentenza depositata il 21 gennaio 2016, n. 355. L’Agenzia delle Entrate aveva imputato alla società ricavi pari alle entrate ed alle uscite verificate nei conti correnti dei soci: la Commissione ha sancito che è sufficiente la dimostrazione che la titolarità dei rapporti è fittizia.

La Commissione ha altresì respinto l’eccezione di inapplicabilità della presunzione di conseguimento di redditi per i prelievi effettuati, che il contribuente aveva avanzato sulla base  luce della sentenza della Corte costituzionale 228/2014, che ha dichiarato l’illegittimità della norma con riferimento agli accertamenti bancari nei confronti dei lavoratori autonomi, per i quali vi è «fisiologica promiscuità delle entrate e delle spese professionali e personali». Tale circostanza dovrebbe essere a maggior ragione realizzata nel caso di soci persone fisiche.

CTR Lombardia, 21 gennaio 2016, n. 355