download (4)

La Cassazione ribadisce l’impugnabilità dell’avviso bonario

La Corte di Cassazione, con ordinanza del 28 luglio 2015, n. 15957, ha ribadito l’impugnabilità dell’avviso bonario derivante dal controllo formale.

Con la decisione la Suprema Corte ricorda che in tema di contenzioso tributario, sono qualificabili come avvisi di accertamento o di liquidazione, tutti gli atti con cui l’amministrazione comunica al contribuente una pretesa tributaria ormai definita, ancorchè tale comunicazione non si concluda con una formale intimazione di pagamento alla quale può conseguire l’attività esecutiva. Irrilevante, in tal senso,  l’assenza dell’indicazione «avviso di liquidazione» o «avviso di pagamento».

E’ stato inoltre precisato che l’elencazione degli atti impugnabili contenuta nell’articolo 19 del Dlgs 546/92, se da un lato ha natura tassativa, dall’altro non preclude la facoltà di impugnare anche provvedimenti nei quali l’amministrazione porti a conoscenza del contribuente una ben individuata pretesa tributaria, esplicitandone le ragioni fattuali e giuridiche.

 Corte di Cassazione, Ordinanza 28 luglio 2015, n. 15957

postino

La mancanza di collegamento tra relata e atto comporta inesistenza della notifica

La mancanza di collegamento tra la relata di notifica e atto notificato comporta l’inesistenza della notifica dell’atto.

La sentenza della Cassazione 22 luglio 2015, n. 15423,  riguarda un appello proposto dall’Agenzia delle Entrate avverso una decisione della Ctp.

Il difensore del contribuente, costituitosi tardivamente, lamentava l’inesistenza della notifica poichè tra i documenti allegati era indicata una ricevuta di spedizione, mentre dalla relata di notifica si rilevava una consegna a mani dell’appello.

????????????????????????????

Non è responsabile delle fatture false il cessionario di buona fede

Il cessionario di buona fede non può essere ritenuto responsabile della falsità delle fatture in mancanza di prove atte a dimostrare che fosse a conoscenza dell’illecito. L’onere della prova incombe sull’Amministrazione finanziaria.

E’ quanto previsto nella sentenza 2218/65/2015 emessa dalla Commissione Tributaria Regionale lombarda.

CTR Lombardia, sentenza 14 maggio 2015, n. 2218

cancellazione

Lo svolgimento di attività da parte di una società estinta non può essere desunto dall’operatività negli anni precedenti

L’Agenzia sostiene che la società sia stata operativa nell’anno 2008 basando la propria affermazione sul rinvenimento di documenti contabili relativi alle annualità 2006,2007,2009: la circostanza non consente di affermare che anche nel corso del 2008 la società sia stata operativa

CTR Venezia, sentenza 6 luglio 2015, n. 1195

bg4a

Indeducibili i costi non documentati

I costi non documentati sono indeducibili. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con sentenza 26 giugno 2015, n.13241.

La questione affrontata dalla Suprema Corte riguardava dei costi relativamente ai quali nei documenti contabili non erano indicati né i dati per riparazione e manutenzione automezzi, né quelli del fruitore per le spese ristorante e che, inoltre, non vi era la firma del gestore del distributore in relazione alle spese per acquisto carburanti.