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Il verbale di mancato accordo sull’accertamento con adesione non sospende la proroga dei termini d’impugnazione

La sospensione di 90 giorni dei termini di impugnazione previsti a seguito della presentazione di domanda di accertamento con adesione spetta anche se medio tempore le parti hanno sottoscritto un verbale di mancato accordo.

Secondo i giudici della Corte di Cassazione (sentenza 13247/2015), il verbale di mancato accordo non è assimilabile alla rinuncia all’istanza di accertamento con adesione, unica fattispecie che può interrompere il decorso dei novanta giorni per ricorrere.

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In vigore il reato di falso in bilancio

In vigore il reato di falso in bilancio introdotto dalla legge n. 69 del 2015.

La legge distingue tra falso in bilancio di società non quotate e falso in bilancio di società quotate, sanzionando entrambe le fattispecie come delitto. Viene prevista inoltre, per le società non quotate, una ipotesi attenuata del reato nonché uno specifico caso di non punibilità per lieve entità dell’illecito.

In particolare, per le società non quotate è punito con la pena della reclusione da 1 a 5 anni il delitto di false comunicazioni sociali, consistente (art. 2621 c.c.) nell’esporre consapevolmente fatti materiali rilevanti non rispondenti al vero od omettere consapevolmente fatti materiali rilevanti la cui comunicazione è imposta dalla legge sulla situazione economica, patrimoniale o finanziaria della società o del gruppo al quale essa appartiene, in modo concretamente idoneo a indurre altri in errore.

Rispetto alla normativa precedente scompaiono le soglie di non punibilità; è modificato il riferimento al dolo (in particolare, permane il fine del conseguimento per sé o per altri di un ingiusto profitto, ma viene meno “l’intenzione di ingannare i soci o il pubblico” mentre è esplicitamente introdotto nel testo il riferimento alla consapevolezza delle falsità esposte); è eliminato il riferimento all’omissione di “informazioni” sostituito da quello all’omissione di “fatti materiali rilevanti” (la cui comunicazione è imposta dalla legge sulla situazione economica, patrimoniale o finanziaria della società o del gruppo al quale essa appartiene); è introdotto l’elemento oggettivo ulteriore della “concreta” idoneità dell’azione o omissione ad indurre altri in errore.

L’articolo 10 della legge  introduce nel codice civile due nuove disposizioni dopo l’articolo 2621: l’articolo 2621 bis (Fatti di lieve entità) punita con la reclusione da sei mesi a tre anni (fatta salva la non punibilità per particolare tenuità del fatto), viene qualificata dal giudice tenendo conto della natura e delle dimensioni della società e delle modalità o degli effetti della condotta, e l’articolo  e 2621 ter (Non punibilità per particolare tenuità), sempre punita con la reclusione da sei mesi a tre anni nel caso in cui le falsità o le omissioni riguardino società che non superano i limiti indicati dal secondo comma dell’articolo 1 della legge fallimentare (Rd 267/1942).

indagini bancarie

La sola ristretta base azionaria giustifica la riferibilità alla società dei movimenti finanziari dei soci

In presenta di società a ristretta base azionaria i movimenti sui conti correnti di soci e amministratori sono riferibili alla società, senza necessità di motivazione da parte dell’Ente accertatore.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con sentenza 12276/2015, riconoscendo legittimità ad un accertamento fondato su indagini bancarie effettuate sul conto dell’amministratore e dei suoi familiari: la ristretta base azionaria sarebbe infatti valido indizio per invertire l’onere probatorio sul contribuente.

Si tratta di un’interpretazione oltremodo rigida della norma vigente, addirittura più intransigente della lettura fattane dall’Agenzia delle Entrate, che nella circolare 32/2006 ha ritenuto che condizione per l’utilizzo delle movimentazioni bancarie di un terzo fosse la dimostrazione della titolarità del conto imputabile al contribuente.

Corte di Cassazione 9.03.2015, n. 12276

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Onere della prova per operazioni soggettivamente inesistenti a carico del contribuente

Intervenendo nuovamente sul tema dell’onere della prova in caso di contestazione di operazioni soggettivamente inesistenti, la Corte di Cassazione ha affermato che che spetta al contribuente provare di essere in buona fede, ossia di non sapere o di non aver potuto sapere di partecipare ad un’operazione fraudolenta.

Secondo la Suprema Corte, inoltre, la prova non può consistere solo nella circostanza che la merce sia stata consegnata e la fattura sia stata effettivamente pagata.
La sentenza 11661 depositata 5 giugno 2015 si colloca nel solco dell’orientamento giurisprudenziale prevalente (sentenza n. 25775 del 2014; 20059 del 2014; 17977 del 2013). 

Corte di Cassazione, sentenza 28 aprile 2015, 11661

 

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Spetta all’Amministrazione Finanziaria la prova dell’inesistenza dell’inesistenza soggettiva dell’operazione

Incombe sull’Ente verificatore l’onere della prova della conoscenza (o della possibilità di conoscenza) da parte del contribuente, al momento dell’acquisto del bene, di essere partecipe di un’operazione fraudolenta posta in essere da altri soggetti. Spetta invece al contribuente provare l’ignoranza incolpevole della partecipazione all’operazione fraudolenta.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con sentenza depositata 10 giugno 2015, n. 12017.

Corte di Cassazione, sentenza 17.03.2015, n. 12017

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Prorogati i termini per i versamenti di Unico 2015

Slitta dal 16 giugno al 6 luglio, il termine per effettuare i versamenti delle imposte che emergono da Unico 2015 e dalla dichiarazione Irap per i contribuenti tenuti agli studi di settore.

E’ prevista inoltre la possibilità di effettuare versamenti dal 7 luglio e fino al 20 agosto con la maggiorazione dello 0,40 per cento.

La proroga riguarda i titolari di reddito d’impresa e i lavoratori autonomi che esercitano attività per le quali sono stati approvati gli studi di settore e dai contribuenti nel regime dei minimi e nel nuovo regime forfettario. Il differimento riguarderà anche i soci di società di persone e di società di capitali in regime di trasparenza.