locazioni

Cedolare secca anche se il conduttore è una società

Confermando l’orientamento già assunto da alcune Corti di merito (Ctp Reggio Emilia, sentenza n. 470/2014), la Commissione Tributaria Provinciale di Milano, con sentenza n. 3529 depositata il 17 aprile 2015, ha stabilito che l’opzione per la c.d. “cedolare secca” è inibita ai locatori esercenti attività d’impresa, mentre non pregiudica l’accesso al regime agevolativo la circostanza che il conduttore sia una società commerciale. Irrilevante, per i giudici meneghini, il contenuto della circolare dell’Agenzia n. 26/2011 (secondo la quale anche il conduttore dovrebbe non essere imprenditore), in quanto il documento di prassi non trova alcun fondamento nell’articolo 3 del Dlgs 23/2011: si tratterebbe di una “circolare creativa”, che darebbe un’interpretazione estensiva della norma.

Ctp Milano, sentenza 17 aprile 2015, n. 3529

cartella

L’appello va celebrato con le stesse parti che hanno partecipato al giudizio di primo grado

L’appello ad una sentenza conseguente un ricorso proposto contro l’Agenzia delle Entrate per il merito della pretesa e contro Equitalia per vizi propri della cartella va proposto contro tutte le parti convenute in primo grado.

La sentenza pronunciata in assenza di una delle parti è nulla per violazione del contraddittorio: così ha deciso la Corte di Cassazione con sentenza 10906/2015.

Cassazione

Presunzioni ammissibili solo se gravi, precise e concordanti

Devono sempre essere gravi precise e concordanti le presunzioni che supportano gli accertamenti dell’Agenzia delle Entrate.

Il concetto è stato ribadito dalla Cassazione con sentenza 27 maggio 2015, n. 10905, che ha sottolineato che la valutazione in merito alla sussistenza dei requisiti spetta al giudice tributario di merito.

terreno

Niente plusvalenze per cessioni a valore inferiore a quello rivalutato

Il contribuente che ha venduto terreni edificabili rivalutati, pagando l’imposta sostitutiva del 4% sull’intero valore periziato, non ha conseguito alcuna plusvalenza se il valore dichiarato nell’atto è inferiore a quello rivalutato.

Per il calcolo della plusvalenza, ai fini delle imposte dirette, si deve fare sempre riferimento al valore rivalutato, che rileva quale valore minimo di riferimento anche ai fini della determinazione dell’imposta di registro e delle imposte ipotecarie e catastali.

Il nuovo orientamento è rilevabile nella risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n. 53/E del 27 maggio 2015. Prima di tale precisazioe al contribuente che dichiarava in atto un valore inferiore a quello stabilito nella perizia era disconosciuta la validità della rivalutazione effettuata.

Risoluzione Agenzia delle Entrate 27 maggio 2015, n. 53

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Costi fittizi in dichiarazione: non è dichiarazione fraudolenta se le fatture non sono registrate in contabilità

Non incorre nel reato di dichiarazione fraudolenta il contribuente che indica in dichiarazione costi fittizi se le fatture non sono annotate in contabilitò. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con sentenza 21612/2015, che ha qualificato la fattispecie come dichiarazione infedele.

Secondo la Suprema Corte la dichiarazione fraudolenta (articolo 2 D. Lgs. 74/2000) si realizza quando le fatture false sono registrate nei registri Iva e conservate in azienda, ma si configura il reato di dichiarazione infedele (articolo 4 D. Lgs. 74/2000).

 

postino

Insanabilmente nulla la notifica non effettuata dal servizio postale nazionale

È insanabilmente nulla la cartella di pagamento emessa da Equitalia notificata con raccomandata a/r a mezzo di un’agenzia di privata di recapito.

Lo ha sancito al Commissione Tributaria Provinciale di Reggio emilia, che ha fatto proprio il principio espresso dalla Cassazione nella sentenza 2922/15 secondo la quale il ricorso alla raccomandata con avviso di ricevimento fa riferimento esclusivamente al servizio postale nazionale. E’ nulla, invece,  la notifica affidata ad un’agenzia privata di recapito.

Ctp Reggio Emilia 199.03.2015

locazioni

La sproporzione tra inserzioni pubblicitarie e incarichi di mediazione costituisce presunzione di maggiori ricavi

La presunzione di maggiori ricavi a carico delle agenzie immobiliari può scattare in presenza di sproporzioni tra inserzioni pubblicitarie e incarichi di mediazione assunti.

Lo ha deciso la Corte di Cassazione con la sentenza depositata il 13 maggio 2015, n. 9732, secondo la quale questi elementi costituiscono presunzioni tali da legittimare il ricupero nonostante le scritture contabili regolari.

Corte di Cassazione, sentenza 13 maggio 2015, n. 9732

ingegneri3

Lo “split payment” non si applica ai professionisti soggetti a ritenuta

Una delle richieste più frequenti che ci pervengono da parte dei clienti riguarda l’applicabilità della scissione dei pagamenti, c.d. split payment, per le prestazioni rese ad Enti pubblici da professionisti soggetti alla ritenuta d’acconto.

Sul tema si è espressa l’Agenzia delle Entrate, che con circolare 6/E del 2015, a seguito di richiesta effettuata dal Consiglio Nazionale Ingegneri, ha puntualizzato che i professionisti sono esclusi da tale meccanismo: a questi ultimi, pertanto, gli Enti pubblici continueranno a pagare l’IVA direttamente.