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Alle Sezioni Unite l’assoggettabilità ad Irap dello studio medico associato

La prima sezione della Corte di Cassazione ha rimesso alle Sezioni unite la questione dell’assoggettabilità ad Irap dello studio medico associato.

Negli ultimi tempi si erano creati contrasti giurisdizionali sul tema, vertenti sulla prevalenza dei requisiti soggettivi o oggettivi ai fini della manifestazione del presupposto d’imposta.

Le pronunce che privilegiano il requisito ritengono che il presupposto d’imposta si manifesti per il solo fatto che l’attività viene esercitata in forma associata. I giudici che invece propendono per la valorizzazione dell’aspetto oggettivo l’assoggettabilità ad Irap non dipende dalla forma adottata, ma dall’effettiva esistenza dell’autonoma organizzazione.

Sul tema le Sezioni Unite sono ora chiamate a svolgere la loro funzione nomofilattica ed individuare un’interpretazione cui i giudici si dovranno attenere.

Cassazione, Ordinanza 4 dicembre 2014, n. 6330-15

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La Cassazione ribadisce il “doppio binario” tra giustizia penale e tributaria

La sentenza di proscioglimento emessa dal giudice in ambito penale non è, di per sé, idonea a determinare l’accoglimento del ricorso tributario. Il giudice tributario dovrà invece effettuare un’autonoma valutazione dei fatti di causa e motivare il suo convincimento.

E’ quanto deciso dalla Corte di Cassazione con sentenza 27 marzo 2015, n. 6211, con la quale è stato ribadito il principio generale di reciproca autonomia fra il processo penale e il processo tributario (teoria doppio binario).

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Valida l’impugnazione della cartella notificata solo ad Equitalia

È valido il ricorso notificato solo ad Equitalia nel caso in cui venga impugnata una cartella di pagamento a seguito di controllo automatizzato «36 bis». Sarà, poi, onere del concessionario chiamare in causa l’ente creditore se non vuole rispondere dell’esito sfavorevole del giudizio in quanto il giudice in questo caso non deve ordinare l’integrazione del contraddittorio.

ctp-catania-9959-16-2014

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Illegittima la norma che autorizza l’esercizio di incarichi dirigenziali senza concorso pubblico

La sentenza 37/2015 della Consulta ha dichiarato illegittima la proroga del conferimento nelle agenzie fiscali di incarichi dirigenziali senza passare prima per un concorso pubblico.

La decisione potrà comportare effetti rilevanti sulla legittimità degli atti emessi in passato da funzionari nominati dirigenti senza concorso. E’ nullo, infatti, l’avviso di accertamento  se non reca la sottoscrizione del capo dell’ufficio o di altro impiegato della carriera direttiva dal medesimo delegato (articolo 42 del Dpr 600/1973).

Se la sottoscrizione non è quella del capo dell’ufficio titolare, incombe all’amministrazione finanziaria dimostrare il corretto esercizio del potere sostitutivo da parte del sottoscrittore e la presenza della delega in caso di contestazione.

Corte Costituzionale sentenza 37 2015

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La Commissione Tributaria può sospendere l’ipoteca iscritta sulla prima casa del contribuente

Il giudice tributario può sospendere l’ipoteca iscritta sulla prima casa del contribuente moroso.

E’ quanto stabilito dalla Commissione Tributaria di Reggio Emilia con ordinanza 73/3/2015.

La Ctp ha rilevato che l’articolo 77 del Dpr 602/1973 consente all’agente della riscossione di iscrivere ipoteca solo per assicurare la tutela del credito da riscuotere, purché l’importo complessivo per cui procede non sia inferiore complessivamente a 20mila euro.

Per l’articolo 76 dello stesso decreto, non può tuttavia dar corso all’espropriazione, se l’unico immobile del debitore è adibito a uso abitativo e lo stesso vi risiede anagraficamente: il giudice emiliano ha evidenziato che, trattandosi dell’unica abitazione del ricorrente, la condotta di Equitalia poteva cagionare un danno grave e irreparabile. Pertanto gli effetti dell’atto dovevano essere immediatamente sospesi e la Ctp ha inibito l’agente della riscossione di dar corso alla procedura espropriativa indicata nell’atto impugnato.

CTP Reggio Emilia, ordinanza 73.3.2015

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Contraddittorio obbligatorio anche nell’accertamento “a tavolino”

Anche per gli accertamenti effettuati “a tavolino” è necessaria la preventiva instaurazione del contraddittorio. In mancanza l’atto che ne consegue è affetto da nullità.

La CTR Lombardia ha sancito “la immediata nullità dell’avviso di accertamento impugnato in quanto emesso in violazione dell’articolo 12, comma 7 della legge 212/2000, con violazione del diritto al contraddittorio”.

CTR Lombardia, sentenza 26 gennaio 2015, n. 864