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Riscatto degli anni di Co.co.co anteriori al 1 aprile 1996

Treviso, 20 novembre 2008

Oggetto: riscatto degli anni di Co.co.co anteriori al 1 aprile 1996

I periodi di collaborazione coordinata e continuativa anteriori al 1 aprile
1996 possono essere riscattati anche da coloro che sono iscritti alla gestione
separata come liberi professionisti.
Gli iscritti alla gestione separata come liberi professionisti potranno
chiedere il riscatto degli anni antecedenti l’istituzione della gestione separata
dell’Inps. La dimostrazione di aver svolto i periodi di collaborazione per i quali si
chiede il riscatto dovrà essere data tramite la dichiarazione dei redditi presentata ai
fini fiscali. Per aver diritto al riscatto il richiedente dovrà inoltre dare dimostrazione
di aver versato almeno un contributo validamente accreditato alla Gestione
separata.
Paolo Dalle Carbonare

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Nullo l’accertamento notificato all’ex liquidatore di società estinta

E’ nullo l’avviso di accertamento notificato all’ex liquidatore ed ai soci di società estinta, stante l’efficacia costitutiva della cancellazione dal registro imprese prevista dall’articolo 2495 c.c. L’ex liquidatore, che ha impugnato l’atto solo quale consegnatario dell’atto, non ha legittimazione passiva per stare in giudizio.

 

Sentenza CTP Treviso 17.11.2008, n. 100

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Esclusione Irap per contribuenti minimi

Treviso, 16 novembre 2008

Oggetto: Esclusione Irap per contribuenti minimi

Con la circolare 45/E del 13 giugno 2008 l’Agenzia delle Entrate ha finalmente
preso atto dell’attuale orientamento della giurisprudenza, anche della Corte di
Cassazione, riconoscendo che la sussistenza in capo al lavoratore autonomo dei requisiti
previsti per il regime dei minimi possa essere un elemento per il riconoscimento per
l’esclusione dall’IRAP. Negli altri casi l’esclusione non è automatica, ma deve essere
adeguatamente motivata dal soggetto interessato. Quest’ultimo ha l’onere di descrivere
l’organizzazione della sua attività e di provare l’esclusione dall’imposta fornendo
l’opportuna documentazione, quali scritture contabili, dichiarazioni dei redditi, da cui
poter desumere tale situazione.
Com’è noto, la Suprema Corte ha ripetutamente affermato (in particolar modo con
le sentenze dell’8 e 16 febbraio 2007) che non sussiste obbligo di assoggettamento ad Irap
nel caso in cui non sussista in capo al professionista una autonoma organizzazione,
definita come “l’esistenza di un apparato che non sia sostanzialmente ininfluente,
ovverosia di un quid pluris che secondo il comune sentire, del quale il giudice di merito è
portatore ed interprete, sia in grado di fornire un apprezzabile apporto al professionista.
Si deve cioè trattare di un qualcosa in più la cui disponibilità non sia, in definitiva,
irrilevante perché capace,come lo studio o i collaboratori, di rendere più efficace o
produttiva l’attività (Cassazione, 16.2.2007, N. 3676)”.
La circolare 45/E dell’Agenzia delle Entrate ricorda che sussiste autonoma
organizzazione quando ricorre almeno uno dei due seguenti elementi:
− impiego, in modo non occasionale, di lavoro altrui: assume rilevanza anche
l’affidamento a terzi di compiti tipici dell’attività professionale. L’Agenzia precisa
che non rilevano a tal fine le prestazioni di terzi estranee all’attività professionale e
l’attività del praticante, in quanto essa è funzionale alle esigenze formative del
tirocinante.
− utilizzo di beni strumentali eccedenti, per quantità o valore, le necessità
minime per l’esercizio dell’attività: la circolare dell’Agenzia sostiene che vanno
considerati anche i beni forniti da terzi a qualsiasi titolo ed i beni il cui costo risulta
interamente ridotto.
L’Agenzia, in assenza di parametri normativi per individuare il requisito di
autonoma organizzazione, sostiene che può tornare utile il riferimento ai requisiti per
l’accesso al regime dei contribuenti minimi, ovvero:
− compensi, ragguagliati ad anno, inferiori ad € 30.000;
− assenza di cessioni all’esportazione;
− assenza di spese per lavoratori dipendenti, co.co.co o lavoratori a progetto;
− acquisto, nel triennio precedente, di beni strumentali inferiori a € 15.000.
Al fine di individuare gli elementi che connotano l’autonoma organizzazione,
l’Agenzia delle Entrate afferma che l’ufficio deve provvedere all’esame della
dichiarazione dei redditi, con particolare riferimento al quadro RE, dei modelli degli
studi di settore con particolare riferimento ai quadri A (personale), B (unità locale), E
(beni strumentali). Con riferimento ai beni strumentali utile è l’analisi del registro dei
beni ammortizzabili.
Secondo l’Agenzia delle Entrate il requisito dell’organizzazione sussiste sempre nei
casi in cui l’attività professionale è svolta in forma di studio associato da 2 o più
professionisti.
Dott. Paolo Dalle Carbonare

risanamento energetico

Aliquote iva intervento di recupero immobiliare

Treviso, 11 novembre 2008

Oggetto: quesito su aliquote IVA applicabile agli interventi di recupero del
patrimonio immobiliare.

L’iscritta chiede lumi in merito alle aliquote IVA applicabili negli appalti
per costruzione di abitazione o ristrutturazione nei casi di appalto dei lavori e di
fornitura e posa in opera operate da ditte diverse. Chiede inoltre se le stesse regole
valgono nel caso in cui il committente richieda l’agevolazione del 36% per il
recupero del patrimonio immobiliare.
Devo anzitutto precisare che la disciplina delle agevolazioni per il recupero
del patrimonio immobiliare non influenza in alcun modo l’applicazione delle
aliquote IVA, che seguono regole indipendenti dal fatto che il committente decida o
meno di giovarsi della detrazione d’imposta del 36%.
Tutti gli appalti per l’esecuzione di opere di recupero edilizio (da eseguirsi
su qualsiasi tipo di immobile) sono da assoggettare all’aliquota del 10%. Tale
aliquota è applicabile fino al 31 dicembre 2010 agli appalti per l’esecuzione di
opere di manutenzione ordinaria e straordinaria, mentre per ristrutturazioni,
risanamenti conservativi e restauri non è prevista una scadenza dell’agevolazione.
Per alcune manutenzioni aventi ad oggetto beni “significativi” (ascensori e
montacarichi, infissi interni ed esterni, caldaie, video citofoni, apparecchiature di
condizionamento e riciclo dell’aria, sanitari e rubinetteria da bagno, impianti di
sicurezza) l’aliquota del 10% è applicabile solo al doppio del valore della
manodopera. In pratica in un appalto di lavori di manutenzione ordinaria per €
100,00, di cui 20 per manodopera, l’aliquota del 10% sarà applicabile solo su un
imponibile di € 40, mentre il rimanente sarà da assoggettare all’aliquota del 20%.
L’aliquota ridotta si applica solo ai contratti di appalto per l’esecuzione dei
lavori di recupero. Nei casi invece di semplice fornitura di materiale dovrà essere
applicata l’aliquota naturale del bene compravenduto, che in alcuni casi è del 20%
(ad esempio per materiali inerti, cementi, laterizi, pavimentazione interna ed
esterna, etc).
Le prestazioni dei professionisti (architetti, ingegneri, geometri) sono in
ogni caso assoggettare all’aliquota del 20%.
Per quanto riguarda invece i contratti di appalto per la costruzione di
fabbricati, l’aliquota del 4% si applica:
 alla costruzione di fabbricati aventi i requisiti previsti dalla legge Tupini
(art. 13 Legge 2/7/49 n. 408) se commissionate da soggetti che svolgono
attività di costruzione di fabbricati per la rivendita e cooperative edilizie;
 costruzione di case di abitazione non di lusso con caratteristiche prima
casa;
 costruzioni rurali;
 interventi volti al superarmento o eliminazione di barriere architettoniche.
Ritengo di aver risposto alla domanda della Vostra iscritta e, restando a
disposiizone per fornire ulteriori informazioni, porgo cordiali saluti.
Dott. Paolo Dalle Carbonare