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Giovane architetto e fisco

Conseguita la laurea, superato l’esame di stato ed ottenuta l’iscrizione
all’Ordine, il giovane architetto si trova alle prese con la scelta
dell’inquadramento fiscale da assumere nei primi anni di svolgimento
dell’attività professionale.
Le domande più frequenti che il giovane professionista fa al consulente
fiscale riguardano la qualificazione dell’attività svolta come occasionale o
professionale e la possibilità di essere inquadrati con rapporti di lavoro a
progetto e/o collaborazione coordinata continuativa.

041124 Il giovane architetto e il fisco

ingegneri3

Inarcassa e concordato preventivo

Treviso, 12 novembre 2004
OGGETTO: quesito in materia contributi Inarcassa e concordato preventivo.

L’architetto Vi chiede un parere in merito alla facoltà di non
assoggettare ai contributi INARCASSA i redditi eccedenti il minimo previsto a
seguito di presentazione del concordato per gli anni 2003 e 2004.
La risposta è negativa, in quanto il regolamento INARCASSA non prevede
questa facoltà, e pertanto l’architetto o l’ingegnere dovrà dichiarare all’Ente
contributivo il reddito professionale effettivamente conseguito, desunto dal Modello
E del Modello Unico. Non si pone, pertanto, il problema della rettifica del reddito
dichiarato ad Inarcassa.
Resto a disposizione per le ulteriori informazione che dovessero necessitarVi
in materia e, con l’occasione, porgo cordiali saluti.
Paolo Dalle Carbonare

ingegneri2

Alternatività tra Inarcassa e gestione separata

Treviso, 16 settembre 2004

OGGETTO: quesito alternatività Inarcassa e gestione separata.

Nel corso dell’incontro del 7 luglio u.s. il Vostro iscritto mi pose un
quesito in merito all’obbligo di iscrizione alla gestione separata INPS da parte di un
architetto iscritto all’Albo ma non ad Inarcassa in quanto, oltre allo svolgimento della
libera professione, svolge anche prestazioni di lavoro dipendente.
Argomentava il Vostro iscritto che l’obbligo di iscrizione alla gestione
separata INPS grava sui lavoratori autonomi per i quali non è stata istituita apposita
cassa di previdenza. A parere dello stesso, pertanto, non sussisterebbe la necessità di
versamento di contributi per le prestazioni di lavoro autonomo da lui effettuate in
qualità di architetto, essendo la cassa di previdenza per gli architetti regolarmente
operante.
La cosa non mi trovò d’accordo in quanto, a mio parere, il principio di
base vigente in materia contributiva è che ogni reddito di lavoro autonomo deve
essere assoggettato a contribuzione. L’obbligo di iscrizione alla gestione separata ha,
a mio avviso, natura residuale, gravando su qualsiasi prestatore di lavoro autonomo
che, per qualsivoglia motivo non sia iscritto o iscrivibile ad altra forma contributiva.
Il Vostro iscritto, non iscrivibile ad Inarcassa in quanto lavoratore
dipendente, ha l’obbligo di iscrizione alla gestione separata dell’INPS.
A sostegno di tale tesi si veda la sentenza emessa dalla Pretura di
Torino (n. 5891/98), chiamata a decidere sul ricorso proposto da un architetto
iscritto nell’albo degli architetti di Torino, esercente, oltre all’attività libero
professionale, anche l’attività di insegnante in un istituto pubblico. L’architetto,
vistasi negata l’iscrizione ad Inarcassa (art. 3 L. 179/58, come sostituito dall’art. 2 L.
1046/71) lamentava la legittimità della norma che impone l’obbligo di iscrizione (ex
art. 2/26 L. 335/95) alla Gestione separata istituita presso l’INPS, chiedendo la
rimessione della questione alla Corte Costituzionale ai fini della pronuncia di
illegittimità.
La Pretura, con sentenza ben argomentata, dopo aver fatto notare che
“nel quadro normativo attuale, il ricorrente (e come lui gli architetti ed ingegneri
che esercitano in via abituale, ma non esclusiva, attività di lavoro autonomo) è
tenuto, in forza dell’art. 2, co. 26, L. 335/95, all’iscrizione alla Gestione separata
istituita presso l’INPS, in base al principio che ogni attività di lavoro autonomo è
sottoposta all’obbligo di assicurazione per l’invalidità, la vecchiaia ed i superstiti,
ancorché svolta in parallelo ad attività in forza dell’art. 1, co. 2, D. Lgs. 103/96” ,
rigettava le eccezioni sollevate dall’architetto affermandone l’infondatezza, sancendo
la legittimità dell’obbligo, gravante sullo stesso, di iscrizione alla gestione separata
dell’INPS e al versamento del contributo integrativo ad Inarcassa.
Per quanto sopra esposto ritengo di confermare quanto già esposto
all’architetto nel corso del nostro incontro.
Distinti saluti.
Dott. Paolo Dalle Carbonare

architetti5

Agevolazioni ristrutturazione immobili vincolati

Treviso, 2 aprile 2004

Oggetto: agevolazioni per la ristrutturazione di immobili vincolati.
Per quanto riguarda la Sua richiesta specifica devo sottolineare che la
ristrutturazione dei beni immobili vincolati è oggetto di una duplice
agevolazioni. La prima, prevista dalla lettera g) dell’art. 13-bis del Dpr 917/86
(Testo Unico imposte sui redditi), prevede:
Dall’imposta lorda si detrae un importo pari al 19% dei seguenti oneri (…)
g) le spese sostenute dai soggetti obbligati alla manutenzione, protezione o
restauro delle cose vincolate ai sensi della legge 1° giugno 1939, n. 1089, e del
decreto del Presidente della Repubblica 30 settembre 1963, n. 1409, nella
misura effettivamente rimasta a carico. La necessità delle spese, quando non
siano obbligatorie per legge, deve risultare da apposita certificazione rilasciata
dalla competente soprindentenza del Ministero per i beni culturali e ambientali,
previo accertamento della loro congruità effettuato d’intesa con il competente
Ufficio del territorio del Ministero delle finanze. La detrazione non spetta in
caso di mutamento di destinazione dei beni senza la preventiva autorizzazione
dell’Amministrazione per i beni culturali e ambientali, di mancato assolvimento
degli obblighi di legge per consentire l’esercizio del diritto di prelazione dello
Stato sui beni immobili e mobili vincolati e di tentata esportazione non
autorizzata di questi ultimi. L’Amministrazione per i beni culturali ed ambientali
dà immediata comunicazione al competente ufficio delle Entrate del Ministero
delle finanze delle violazioni che comportano la perdita del diritto alla
detrazione; dalla data di ricevimento della comunicazione inizia a decorrere il
termine per la rettifica della dichiarazione dei redditi.
La seconda agevolazione, che ci è oggi più familiare, è quella del 36%
prevista in caso di manutenzione straordinaria, restauro conservativo o
ristrutturazione edilizia di tutti i fabbricati, che segue le regole generali.
L’articolo 1, comma 1, della legge n. 449/1997, ha stabilito la
cumulabilità con altre agevolazioni già previste per gli immobili sottoposti a
vincolo, ridotte, però, al 50 per cento. In pratica, così come precisato dalla
circolare n. 54 del 1998 e successive, per gli interventi di ristrutturazione
eseguiti su immobili storici e artistici di cui alla legge n.1089 del 1° giugno
1939, il contribuente può usufruire sia della detrazione del 36 per cento prevista
dalla legge n. 449/1997 e successive modificazioni sia della detrazione del 19
per cento prevista dall’articolo13-bis del Tuir, ridotta però al 50 per cento.
Spero di aver soddisfatto la sua richiesta di informazioni. Resto
comunque a disposizione per gli ulteriori chiarimenti che dovessero
necessitarLe.
Cordiali saluti.
Paolo Dalle Carbonare

architetti3

Forme di inquadramento giovani professionisti

Forme di inquadramento giovani professionisti

Sono un giovane ingegnere che intende intraprendere l’attività di libero professionista.
Desidero conoscere quali sono i possibili inquadramenti fiscali e quale il più conveniente.

La scelta del regime fiscale più conveniente per un giovane professionista è funzione di
numerose variabili quali, ad esempio, il volume dei ricavi che si prevede di percepire, le spese
inerenti l’attività che si ritiene di dover sostenere, oltre all’esistenza di altri reddito o la presenza
di oneri deducibili o detraibili.
Per rispondere in modo specifico al quesito dell’iscritto sarebbe necessario conoscere la sua
posizione personale: ritengo tuttavia di poter fornire utili informazioni in merito alle possibilità
offerte dal fisco e delle indicazioni in merito alla loro applicabilità in alcuni casi tipo.
Le principali novità offerte dalla normativa vigente per un professionista che si appresti a
collaborare con un studio o intenda intraprendere l’attività libero-professionale vera e propria
sono:
− Collaborazione occasionale;
− Prestazione di lavoro autonomo occasionale;
− Contratto di lavoro a progetto;
− Apertura di partita IVA per lo svolgimento di lavoro autonomo