ingegneri

Professione e compensi da amministratore di società immobiliare

Treviso, 16 maggio 2003

OGGETTO: Contributi per gli amministratori di società immobiliare

Il Vostro iscritto, del quale non riesco a decifrare il cognome, è in
procinto di costituire una S.R.L. immobiliare della quale assumerà l’incarico
di amministratore. Chiede se deve iscriversi alla gestione separata INPS quale
collaboratore coordinato e continuativo ovvero se il compenso percepito
quale amministratore comporti l’emissione di fattura da assoggettare ad
Inarcassa.
La risposta al quesito va ricercata nell’inquadramento dell’incarico di
amministratore di società immobiliare, ovvero se questo rientri o meno
nell’attività tipica dell’architetto. In caso affermativo, infatti, il compenso
rientrerebbe nell’attività professionale e comporterebbe l’emissione di fattura
e l’assoggettamento del compenso ad Inarcassa, diversamente il rapporto
dovrebbe essere inquadrato quale collaborazione coordinata continuativa e
pertanto assimilato al lavoro dipendente ed assoggettato ai contributi della
gestione separata Inps. A questo scopo è necessario valutare se per lo
svolgimento dell’attività di amministratore siano necessarie conoscenze
tecnico-giuridiche direttamente collegate all’attività di architetto (circolare 67
del 6 luglio 2001).
Sul punto la circolare n. 105 del 12.12.2001 afferma che: “(…) In via
prioritaria occorre tenere in considerazione quanto disposto dai singoli
ordinamenti professionali per qualificare reddito di lavoro autonomo il
compenso in questione (…). L’attrazione dei compensi alla categoria dei
redditi di lavoro autonomo opera, inoltre, nella diversa ipotesi in cui, anche
in assenza di una previsione espressa nell’ambito delle norme di disciplina
dell’ordinamento professionale, il professionista svolga l’incarico di
amministratore di una società’ o di un ente che esercita una attività’
oggettivamente connessa alle mansioni tipiche della propria professione
abituale. In tale ipotesi e’ ragionevole ritenere che l’incarico di
amministratore sia stato attribuito al professionista proprio in quanto
esercente quella determinata attività’ professionale. E’ il caso ad esempio
dell’ingegnere edile che sia membro del consiglio di amministrazione di una
società’ di ingegneria o di una società’ che opera nel settore delle
costruzioni”.
Per quanto esposto nella interpretazione ministeriale sopra riportata
ritengo sostenibile e fondata l’interpretazione che individua i compensi di
amministratore di una società immobiliare di costruzione quali redditi
oggettivamente connessi all’attività di architetto. Pertanto il professionista
dovrebbe emettere fattura per i compensi percepiti quale amministratore ed
assoggettare il compenso alla contribuzione Inarcassa.
Resto a disposizione per le ulteriori informazioni del caso e, con
l’occasione, porgo cordiali saluti.
Paolo Dalle Carbonare

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Remunerazione delle collaborazioni

Treviso, 7 maggio 2003
Oggetto: quesito su remunerazione delle collaborazioni.
Il Vostro iscritto chiede “se codesto Ordine consiglia modalità di retribuzione
propriamente specifiche per i rapporti di collaborazione coordinata continuativa,
diversamente da quella in funzione del tempo impiegato per svolgere la collaborazione
(oraria)”.
A tal proposito giova ricordare che le caratteristiche che devono coesistere
affinché un contratto possa essere qualificato come collaborazione coordinata
continuativa sono:
1. Contenuto intrinsecamente artistico o professionale
2. Mancanza di vincoli di subordinazione rispetto al committente
3. Le prestazioni devono essere svolte nell’ambito di un rapporto unitario e continuativo
4. Mancanza di mezzi organizzati per lo svolgimento
5. La retribuzione deve essere periodica e prestabilita
6. Non devono rientrare nell’ambito della professione abituale
Per quanto sopra esposto, in particolare al punto 5, ritengo che una retribuzione
oraria, e quindi non periodica e prestabilita, sia estranea al contratto di collaborazione
coordinata continuativa. Al fine di evitare spiacevoli e gravose contestazioni da parte
dell’INPS consiglio pertanto di rispettare i sei requisiti sopra riportati.
Cordiali saluti.
Paolo Dalle Carbonare

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Remunerazione delle collaborazioni

Treviso, 7 maggio 2003

Oggetto: quesito su remunerazione delle collaborazioni.

Il Vostro iscritto chiede “se codesto Ordine consiglia modalità di retribuzione
propriamente specifiche per i rapporti di collaborazione coordinata continuativa,
diversamente da quella in funzione del tempo impiegato per svolgere la collaborazione
(oraria)”.
A tal proposito giova ricordare che le caratteristiche che devono coesistere
affinché un contratto possa essere qualificato come collaborazione coordinata
continuativa sono:
1. Contenuto intrinsecamente artistico o professionale
2. Mancanza di vincoli di subordinazione rispetto al committente
3. Le prestazioni devono essere svolte nell’ambito di un rapporto unitario e continuativo
4. Mancanza di mezzi organizzati per lo svolgimento
5. La retribuzione deve essere periodica e prestabilita
6. Non devono rientrare nell’ambito della professione abituale
Per quanto sopra esposto, in particolare al punto 5, ritengo che una retribuzione
oraria, e quindi non periodica e prestabilita, sia estranea al contratto di collaborazione
coordinata continuativa. Al fine di evitare spiacevoli e gravose contestazioni da parte
dell’INPS consiglio pertanto di rispettare i sei requisiti sopra riportati.
Cordiali saluti.
Paolo Dalle Carbonare