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Inarcassa e agevolazioni Tremonti bis

Treviso, 6 dicembre 2002

Oggetto: quesito su Inarcassa e agevolazioni Tremonti bis.

Il Vostro iscritto ha acquistato un immobile ad uso studio professionale
usufruendo delle agevolazioni previste dalla legge 18/10/2001, n. 383 (Tremonti-bis).
Chiede se deve versare il contributo soggettivo (10%) alla Cassa.
La citata legge prevede che “E’ escluso dall’imposizione del reddito (…) di
lavoro autonomo il 50% del volume degli investimenti (…)”. Le istruzioni per la
compilazione annuale obbligatoria ad Inarcassa informano che, ai fini della
determinazione del contributo soggettivo, si deve far riferimento al reddito
professionale netto prodotto nell’anno 2001. Tale informazione è desumibile, per i
soggetti che esercitano l’attività in forma individuale, dal rigo RE20 del Modello Unico
2002.
Nel caso del Vostro iscritto, pertanto, l’importo che andava segnalato nella
dichiarazione obbligatoria ad Inarcassa era zero, e pertanto non è dovuto, nel caso
specifico, il contributo soggettivo a conguaglio per l’anno 2001. Resta ovviamente
dovuto il contributo sul reddito minimo che avrebbe già dovuto essere versato in due
uguali rate di € 519.04 il 30.06 e 30.09 dell’anno 2001.
Resto come sempre a disposizione per le ulteriori informazioni che Vi dovessero
necessitare e, con l’occasione, porgo cordiali saluti.
Paolo Dalle Carbonare

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Treviso, 21 novembre 2002

Oggetto: quesito su committente e obbligo di fatturazione.

La Vostra iscritta chiede se le parcelle relative a stime commissionate da
un’agenzia immobiliare per conto dei loro clienti debbano essere fatturate all’agenzia
stessa o ai clienti di questa.
L’articolo 18 del D.P.R. 633/72 sancisce che Il soggetto che effettua (…) la
prestazione di servizi deve addebitare la relativa imposta, a titolo di rivalsa, (…) al
committente.
Nel caso specifico si tratta pertanto di indagare su chi sia il committente la
prestazione, ovvero se il rapporto sia tra l’architetto e l’agenzia ovvero se quest’ultima
faccia solo da tramite tra la Vostra iscritta ed il cliente destinatario finale della
prestazione. Nel primo caso, infatti, la prestazione sarà fatturata all’agenzia, nel secondo
caso al cliente finale. La risposta al quesito sta quindi negli accordi intercorsi tra le parti.
Resto a disposizione della Vostra iscritta nel caso fosse in difficoltà a qualificare la
fattispecie concreta quale appartenente al primo o al secondo caso.
Quanto al secondo quesito devo informare la Vostra iscritta che l’attività di
assistenza nella compilazione della dichiarazione dei redditi non rientra nella
convenzione con codesto Ordine e quindi, se fornita, farà parte di un rapporto diretto tra
lo studio e l’iscritto, che ne sosterrà il relativo costo.
Cordiali saluti.
Paolo Dalle Carbonare

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Prestazioni occasionali

Treviso, 31 ottobre 2002
Oggetto: quesito prestazione occasionale.
La Vostra iscritta, la cui occupazione principale è quella di dipendente in una rivendita di pavimenti, vuole sapere le modalità di emissione di una parcella per una collaborazione effettuata nei confronti di un geometra.
E’ necessario anzitutto stabilire se ricorrono i presupposti per assoggettare la prestazione al tributo IVA. L’articolo 5 del D.P.R. 633/72, in materia di esercizio di arti e professioni, stabilisce che è soggetto ad IVA (…) l’esercizio per professione abituale, ancorché non esclusiva, di qualsiasi attività di lavoro autonomo (…). La linea di demarcazione tra professione abituale e occasionale è spesso di difficile individuazione.
Autorevole dottrina ha comunque affermato che per abitualità si intende una (…) attività stabile, duratura, svolta sistematicamente, anche se non in modo permanente e senza interruzione (…).
Per come è stata rappresentata la situazione dalla Vostra iscritta ritengo che non ricorrano, in questo caso, i presupposti per l’assoggettamento ad IVA del compenso percepito. Resta inteso che nel caso le prestazioni dovessero intensificarsi occorrerà sempre confrontarsi con l’articolo 4 sopra riportato e stabilire il momento nel quale l’apertura di partita IVA  diventerà obbligatorio.
Per questa singola collaborazione la Vostra iscritta dovrà emettere, al momento della riscossione del compenso, una ricevuta per compenso occasionale di lavoro autonomo da assoggettare a ritenuta d’acconto del 20%. Il committente (in questo caso il geometra) dovrà versare la ritenuta d’acconto entro il giorno 16 del mese successivo al pagamento della prestazione. Dovrà utilizzare una delega di pagamento (Mod. F24) indicando il codice 1040.
La Vostra iscritta dovrà indicare il reddito nella dichiarazione dei redditi relativa all’anno di riscossione del compenso utilizzando il quadro L (redditi diversi) del Modello
unico o il quadro D del Modello 730.
Cordiali saluti.
Paolo Dalle Carbonare

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Prestazioni occasionali

Treviso, 9 luglio 2002
Oggetto: quesito su prestazione occasionale.
Il Vostro iscritto, la cui occupazione principale è quella di insegnante, vuole sapere se una prestazione effettuata per la quale è previsto un compenso che si aggira tra 5.000 e 8.000 euro è obbligatoria la richiesta di una partita IVA ovvero se la stessa può essere qualificata come prestazione occasionale.
L’articolo 4 del D.P.R. 633/72, in materia di esercizio di arti e professioni, stabilisce che è soggetto al tributo IVA (…) l’esercizio per professione abituale, ancorchè non esclusiva, di qualsiasi attività di lavoro autonomo (…). La linea di demarcazione tra professione abituale e occasionale è spesso di difficile individuazione. Autorevole dottrina ha comunque affermato che per abitualità si intende una (…) attività stabile, duratura, svolta sistematicamente, anche se non in modo permanente e senza interruzione (…).
Per verificare l’occasionalità o l’abitualità di una prestazione vanno dunque indagate le modalità di effettuazione delle prestazioni e non l’ammontare del corrispettivo. Nel caso specifico non ho elementi per dire se siamo nel caso di prestazione occasionale o abituale.
Invito peraltro il Vostro iscritto a riflettere sull’opportunità di richiedere l’attribuzione della partita IVA optando per il regime delle nuove iniziative produttive, che consente al contribuente di avere formalità ridotte al minimo (non è necessario, ad esempio, redigere la contabilità) e addirittura di ridurre la tassazione rispetto ai redditi di lavoro autonomo occasionale.
Credo che sia opportuno che il Vostro iscritto fissi un appuntamento con me presso la Vostra sede.
Cordialità.
Paolo Dalle Carbonare